TRUFFE BANCARIE ONLINE · RECUPERO DELLE SOMME

Sei stato truffato online?

Phishing, vishing, spoofing: un conto svuotato, bonifici che non hai mai autorizzato.

La Banca ha precisi obblighi e in molti casi è tenuta a rimborsarti. Valutiamo il tuo caso.

Il fenomeno

Le truffe di phishing diventano sempre più sofisticate, anche grazie all’uso dell’intelligenza artificiale

Il phishing è un tipo di truffa consistente nell’applicazione delle tecniche di social engineering al mondo dell’informatica.

Si tratta di un’attività illegale con cui criminali informatici si fingono banche ed intermediari finanziari, nel tentativo di convincere il malcapitato a fornire le proprie informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso.

Le tecniche di hacking e modalità comunicative utilizzate in tali attacchi sono sempre più insidiose, tanto da riuscire a sorprendere ed ingannare anche le persone più attente.

I casi di phishing sono in costante aumento, per un giro d’affari che muove a livello globale miliardi di euro, e che vede l’Italia al quinto posto mondiale per numero di attacchi ricevuti.

Non tutto è perduto

Se sei stato vittima di una di queste truffe non tutto è perduto.

Le banche e gli intermediari finanziari, infatti, hanno precisi obblighi di tutela, di diligenza, informativi nei confronti dell’utente che, qualora non rispettati, aprono la strada a concrete possibilità di recuperare, quantomeno in parte, quanto sottratto.

Riconoscerli

Tipici esempi di attacchi phishing

Sono schermate di casi reali che abbiamo seguito, con i dati dei clienti oscurati. In entrambe il messaggio della truffa non arriva da un numero sconosciuto: compare dentro la conversazione autentica dell’istituto.

Conversazione SMS intestata Nexi: sotto due avvisi autentici compare il messaggio fraudolento che invita a una falsa verifica PSD2
Sopra i due avvisi autentici di Nexi, sotto quello falso: stessa conversazione, stesso mittente, nessun modo di distinguerli dal telefono.
Conversazione SMS della banca: il messaggio della truffa si inserisce fra i codici di autorizzazione autentici
Lo stesso meccanismo con i codici della Banca: il messaggio della truffa si incolonna fra quelli veri, con un indirizzo accorciato al posto del sito ufficiale.

Sei rimasto vittima di una truffa online?

Analizziamo il tuo caso e verifichiamo la possibilità di ottenere un rimborso, quantomeno parziale.

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Come comportarsi in caso di truffa

Quali sono le varie tipologie di phishing?

Il phishing viene effettuato mediante varie tipologie di truffe accomunate dal fatto che l’ignaro cliente viene contattato con un pretesto da soggetti che si spacciano per una Banca o Istituto di Credito.

Il phishing nasce come truffa via e-mail, spesso perfettamente identica a quelle inviate dalla propria Banca, in quanto i truffatori ne riproducono fedelmente il logo, il nome e le impostazioni grafiche, chiedendo, o tentando di ottenere, i dati personali e finanziari dell’utente.

Un’altra tipologia di phishing consiste nella contraffazione dei siti web, sostituendo al sito ufficiale della Banca una versione contraffatta dello stesso: in tal modo l’utente viene indotto ad inserire i propri dati su di un portale del tutto simile a quello originale, ma gestito da parte di terzi malintenzionati.

Altre varianti della stessa truffa sono lo smishing e il vishing. Nello smishing il messaggio arriva per SMS, in apparenza dalla propria Banca, e segnala movimentazioni sospette o problemi di accesso all’home banking. Nel vishing arriva invece una telefonata, da un falso dipendente della Banca.

Spesso le truffe in questione vengono effettuate anche con modalità combinate di phishing, vishing e smishing.

Cosa fare se sei stato vittima di phishing?

La prima cosa da fare, se sei stato vittima di phishing, è chiamare la filiale della Banca e raccontare i fatti accaduti. Serve a bloccare il conto o la carta e a impedire che vengano sottratte altre somme. Chiedi poi un estratto conto aggiornato, per verificare le perdite subite.

Denuncia poi l’accaduto con urgenza alle Forze dell’Ordine, dando evidenza del rapporto bancario oggetto di attacco, dei fatti, sufficientemente circostanziati relativamente alle circostanze di tempo e di luogo relative all’attacco subito.

Fatto ciò, una volta ricostruite le operazioni non autorizzate — i bonifici e i pagamenti non disposti da te — sarà possibile disconoscerle e chiederne il rimborso alla Banca, in quanto conseguenza di un’operazione fraudolenta posta in essere da criminali informatici.

È una materia delicata e tecnica, in cui l’assistenza di un professionista fa la differenza sull’esito.

Quando si ha diritto al rimborso?

La disciplina applicabile al phishing, così come le norme generali previste in materia di adempimento delle obbligazioni da parte della Banca, è rinvenibile nel d. lgs. n. 11/2010, come modificato dal d. lgs. n. 218/17 in attuazione della direttiva n. 2015/2366/EU.

Ciò che gli utenti non sanno è che, nell’ipotesi di transazioni non autorizzate, le Banche sono tenute per legge a provare la colpa grave del cliente, senz’altro da escludersi quando la truffa sia effettuata con modalità particolarmente insidiose tali da ingannare un utente che abbia impiegato la media diligenza.

La Banca, infatti, può andare esente da responsabilità soltanto qualora abbia adottato tutte le cautele necessarie ad evitare la truffa, tra cui la predisposizione di un sistema di autenticazione forte.

I casi in cui al cliente spetta l’integrale rimborso di quanto sottratto, o quantomeno una parte, sono dunque molti.

Come ottenere il rimborso? il reclamo

Per ottenere da parte della Banca il rimborso delle somme sottratte sarà necessario effettuare un Reclamo in cui vengano indicati con precisione tutti i fatti e le circostanze occorse, oltre alle ragioni per cui si ritiene di non essere in alcun modo responsabili della truffa avvenuta.

Il Reclamo dev’essere inviato via raccomandata o p.e.c. all’Ufficio Reclami della Banca, la quale sarà tenuta a rispondere entro 15 giorni dal suo ricevimento.

Cosa fare se la banca non accoglie o non risponde al reclamo?

Qualora la banca non accolga il Reclamo o, addirittura, non fornisca alcun riscontro l’utente potrà adire l’Arbitro Bancario e Finanziario (o agire in mediazione).

L’Arbitro Bancario e Finanziario e la mediazione sono sistemi di risoluzione alternativa delle controversie che possono essere instaurati tra gli utenti e le Banche in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

Sono strumenti di tutela più semplici, rapidi ed economici di un giudizio ordinario in Tribunale. I tempi per ottenere una pronuncia sono inferiori all’anno, il contributo da versare è di 20 euro e, se la richiesta viene respinta, l’utente non viene condannato a pagare le spese alla Banca.

Perché noi

Perché rivolgerti a noi

Siamo specialisti della responsabilità bancaria nelle truffe di phishing e ci occupiamo della materia dal 2019.

Vista l’elevata complessità e tecnicismo della materia, è fondamentale che non solo il Ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario ma anche il Reclamo siano predisposti in maniera precisa e circostanziata.

Le Banche gestiscono un elevato numero di controversie in materia di phishing e sono sempre più restie a riconoscere le legittime pretese risarcitorie avanzate dai propri clienti.

Per tali ragioni l’utente che abbia subito una truffa di phishing, al fine di ottenere il rimborso delle somme sottratte, deve affidarsi a professionisti esperti e con una solida padronanza della materia.

Il team di TruffaPhishing è composto da avvocati esperti in diritto bancario e delle nuove tecnologie e si avvale di consulenti fiscali ed informatici di comprovata esperienza.

Tale sinergia consente di assicurare agli utenti truffati una assistenza di altissima qualità, dalla fase della denuncia sino a quella del reclamo o dell’Arbitrato Bancario Finanziario.

Contattaci per ricevere informazioni sul tuo caso e sapere se vi possano essere gli estremi per un risarcimento

Ascoltiamo e analizziamo attentamente i fatti di cui sei stato vittima, verifichiamo con cura la documentazione ricevuta e valutiamo la possibilità di ottenere un rimborso dalla Banca, anche parziale

Solida esperienza specifica nelle controversie di phishing bancario L’Avv. Alessandro Ripoldi si occupa da dieci anni di diritto bancario e da cinque anni di truffe di phishing bancario.
Reclami e ricorsi circostanziati Non solo il Ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario, ma anche il Reclamo dev’essere predisposto in maniera precisa e circostanziata.
Competenze giuridiche e informatiche insieme L’Avv. Edoardo Gloria affianca al diritto bancario una competenza specifica in diritto delle nuove tecnologie e in informatica: consente di ricostruire le modalità di attacco usate dai truffatori e di valutare i deficit dei presidi di sicurezza predisposti dalla Banca.
Assistenza in tutta Italia Il nostro studio ha sede a Padova e assiste le vittime di frodi bancarie online su tutto il territorio nazionale.
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L’avv. Alessandro Ripoldi è un avvocato civilista che si occupa di Diritto Bancario. Laureato presso l’Università degli Studi di Ferrara, ha frequentato il Corso di perfezionamento e aggiornamento di diritto bancario organizzato dall’Università degli Studi di Verona.

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L’avvocato Edoardo Gloria si occupa di Diritto Tributario e Diritto Civile, con particolare attenzione verso le tematiche del diritto delle nuove tecnologie e comunicazione digitale. Laureato a pieni voti presso l’Università di Padova, ha frequentato il corso di perfezionamento in Diritto Tributario presso l’Università degli Studi di Milano. È socio dell’A.N.T.I. (Associazione Nazionale Tributaristi Italiani).

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