Sei stato truffato online?

Le truffe di phishing diventano ogni giorno più evolute ed insidiose e colpiscono un numero sempre maggiore di consumatori, che non sanno come difendersi.

Se sei stato vittima di uno di questi attacchi non tutto è perduto però, puoi avere diritto ad un risarcimento da parte della tua Banca!

Hai mai sentito parlare di Phishing?​

Il phishing (pescare) è un tipo di truffa consistente nell’applicazione delle tecniche di social engineering al mondo dell’informatica.

Si tratta di una attività illegale mediante la quale cyber criminali si fingono banche ed intermediari finanziari, nel tentativo di convincere il malcapitato a fornire le proprie informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso.

Le tecniche di hacking e modalità comunicative utilizzate in tali attacchi sono sempre più insidiose, tanto da riuscire a sorprendere ed ingannare anche le persone più attente.

I casi di phishing sono in costante aumento, per un giro d’affari che muove centinaia di milioni di euro e che vede l’Italia al quinto posto mondiale per numero di attacchi ricevuti.

Se sei stato vittima di una di queste truffe non tutto è perduto. 

Le banche e gli intermediari finanziari, infatti, hanno precisi obblighi informativi e di tutela nei confronti dell’utente che, qualora non rispettati, aprono la strada a concrete possibilità di recuperare quanto sottratto.

tipici esempi di attacchi phishing

Come comportarsi in caso di truffa

Il phishing viene effettuato mediante varie tipologie di truffe accomunate dal fatto che l’ignaro cliente viene contattato con un pretesto da soggetti che si spacciano per una Banca o Istituto di Credito. 

 

Il phishing nasce come truffa via e-mail, spesso perfettamente identica a quelle inviate dalla propria Banca, in quanto i truffatori ne riproducono fedelmente il logo, il nome e le impostazioni grafiche, chiedendo, o tentando di ottenere, i dati personali e finanziari dell’utente.

 

Un’altra tipologia di phishing consiste nella contraffazione dei siti web, sostituendo al sito ufficiale della Banca una versione contraffatta dello stesso: in tal modo l’utente viene indotto ad inserire i propri dati su di un portale del tutto simile a quello originale, ma gestito da parte di terzi malintenzionati.

 

Altre varianti della truffa in questione sono lo smishing (sms phishing, effettuato mediante SMS apparentemente inviato dalla propria Banca, contenente l’avviso di movimentazioni sospette o della sussistenza di problemi all’accesso al servizio di home banking) ed li vishing (effettuato mediante servizi di telefonia da falsi dipendenti della Banca)

 

Spesso le truffe in questione vengono effettuate anche con modalità combinate di phishing, vishing e smishing.

La prima cosa da fare se sei stato vittima di phishing è chiamare la propria filiale della Banca rappresentando i fatti accaduti di cui si è a conoscenza, per bloccare il proprio conto (o la propria carta) ed impedire ai truffatori la sottrazione di ulteriori somme, chiedendo altresì di ricevere un estratto conto aggiornato per verificare le perdite subite.

                                                  

Dopodiché è opportuno procedere con urgenza a denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine, dando evidenza del rapporto bancario oggetto di attacco, dei fatti, sufficientemente circostanziati relativamente alle circostanze di tempo e di luogo relative all’attacco subito.

 

Fatto ciò, una volta avuta piena contezza delle operazioni non autorizzate che sono state poste in essere, sarà possibile disconoscerle e chiederne il rimborso alla Banca, in quanto conseguenza di una operazione fraudolenta posta in essere da parte di cyber criminali.

 

Vista la delicatezza e complessità della materia, si consiglia l’assistenza da parte di professionisti qualificati.

La disciplina applicabile al phishing, così come le norme generali previste in materia di adempimento delle obbligazioni da parte della Banca, è rinvenibile nel d. lgs. n. 11/2010, come modificato dal d. lgs. n. 218/17 in attuazione della direttiva n. 2015/2366/EU.

 

Quello che le Banche non dicono agli utenti truffati, però, è che sono tenute per legge a provare la colpa grave del cliente, senz’altro da escludersi quando la truffa sia effettuata con modalità particolarmente insidiose tali da ingannare un utente che abbia impiegato la media diligenza. 

 

La Banca, infatti, può andare esente da responsabilità soltanto qualora abbia adottato tutte le cautele necessarie ad evitare la truffa, tra cui la predisposizione di un sistema di autenticazione forte.

 

Va da sé, dunque, che molti sono i casi in cui al cliente spetta l’integrale rimborso di quanto sottratto o, quantomeno, una parte di esso.      

Per ottenere da parte della Banca il rimborso delle somme sottratte sarà necessario effettuare un Reclamo in cui vengano indicati con precisione tutti i fatti e le circostanze occorse, oltre alle ragioni per cui si ritiene di non essere alcun modo responsabili della truffa avvenuta.

 

Il Reclamo dev’essere inviato via raccomandata o p.e.c. all’Ufficio Reclami della Banca, la quale sarà tenuta a rispondere entro 15 giorni dal suo ricevimento.

Qualora la banca non accolga il Reclamo o, addirittura, non fornisca alcun riscontro l’utente potrà adire l’Arbitro Bancario e Finanziario (o agire in mediazione).

 

L’Arbitro Bancario e Finanziario e la mediazione sono sistemi di risoluzione alternativa delle controversie che possono essere instaurati tra gli utenti e le Banche in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

 

Tali strumenti rappresentano una opportunità di tutela più semplice, rapida ed economica rispetto a quella offerta da un giudizio ordinario in Tribunale: i tempi per ottenere una pronuncia, infatti, sono assai più rapidi e, qualora la richiesta avanzata dall’utente venga rigettata non è prevista alcuna condanna alle spese del giudizio in favore della Banca.

Perchè Rivolgerti a Noi

Vista l’elevata complessità e tecnicismo della materia, è fondamentale che non solo il Ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario ma anche il Reclamo siano predisposti in maniera precisa e circostanziata. 

Le Banche gestiscono un elevato numero di controversie in materia di phishing e sono sempre più restie a riconoscere le legittime pretese risarcitorie avanzate dai propri clienti.

Per tali ragioni l’utente che abbia subito una truffa di phishing, al fine di ottenere il rimborso delle somme sottratte, deve affidarsi a professionisti esperti e con una solida padronanza della materia.

Il team di TruffaPhishing è composto da avvocati esperti in diritto bancario e delle nuove tecnologie e si avvale di consulenti fiscali ed informatici di comprovata esperienza.

Tale sinergia, consente di assicurare agli utenti truffati una assistenza di altissima qualità, dalla fase della denuncia sino a quella del reclamo o dell’Arbitrato Bancario Finanziario.

Contattaci per ricevere informazioni sul tuo caso e sapere se vi possano essere gli estremi per un risarcimento 

È fondamentale..

che non solo il Ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario ma anche il Reclamo siano predisposti in maniera precisa e circostanziata.

Le Banche gestiscono un elevato numero di controversie in materia di phishing e hanno maturato una considerevole esperienza nella materia.

Per questa ragione l’utente che abbia subito una truffa di phishing, per ottenere il rimborso delle somme sottratte, deve affidarsi a soggetti esperti e padroni della materia.

È accaduto infatti che l’Arbitro Bancario e Finanziario abbia rigettato i ricorsi proposti dagli utenti per mancata corrispondenza tra le contestazioni oggetto del Reclamo e quelle oggetto del Ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario.

Se il ricorso è dichiarato irricevibile per questioni processuali o altri errori, l’utente truffato può rivolgersi soltanto al Giudice Ordinario, “bruciandosi” così la possibilità di avvalersi della più celere ed economica tutela offerta dall’Arbitro Bancario e Finanziario.

Siamo un consolidato team di avvocati esperti in diritto bancario e applicazione dell’informatica del diritto.

La sinergia dei professionisti di truffaphishing.com assicura agli utenti una difesa di elevatissima qualità.

Chi siamo

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Edoardo Gloria

L’avvocato Edoardo Gloria si occupa di Diritto Tributario e Diritto Civile, con particolare attenzione verso le tematiche del diritto delle nuove tecnologie e comunicazione digitale. Laureato a pieni voti presso l’Università di Padova, ha frequentato il corso di perfezionamento in Diritto Tributario presso l’Università degli Studi di Milano. È socio dell’A.N.T.I. (Associazione Nazionale Tributaristi Italiani).
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